Il pranzo di Pasqua

Non facciamo in tempo a digerire il pranzo di Pasqua che è già estate. In un attimo tutti ci segniamo in palestra e siamo già al mare. Arriva giugno che vola via insieme a luglio, con la mente già in ferie, e non ce ne accorgiamo neanche che l’estate è bella che finita, è durato tutto un po’ di sabbia e qualche spritz, si alza il vento, le scuole ricominciano tra poco, così un altro anno, ed ecco che a fine agosto già sentiamo il profumo del pandoro nell’aria che si mescola con quello delle castagne, che mentre le mangi cambiando l’ora solare, annunciano buie giornate, e tra i fedeli che accorrono ai centri commerciali si comincia a spargere il virus del Natale, cominciamo a incartare, a novembre gli alberi sono già addobbati e colorati e ai loro piedi ci sono già i regali pronti, così la testa può finalmente concentrarsi su cosa fare a capodanno, che quando arriva nessuno se lo fila più, perché mentre ci voltiamo a tirare le somme dell’anno appena trascorso, quello dopo ci prende per il colletto e ci butta nel suo trenino, a brindare nel bene e nel male, e mentre ci togliamo i coriandoli ecco che le giornate si allungano, l’inverno finirà presto, con i primi fiori ce ne andremo da qualche parte, su un bel prato, magari a pranzo, al pranzo di Pasqua.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.