Andare a pesca

(questo splendido monologo di Antonio Albanese mi fa pensare che)

Voglio
passare la vita
tenendo in mano la mia canna da pesca.

Voglio
prepararla ogni mattina.

Voglio
trattarmi bene
e fare agli altri il bene che voglio per me.

Voglio
conoscere
il fiume
che lava i pensieri e i peccati.

Voglio
sapere
se ho delle cose più importanti da fare
che non mi fanno stare bene,
come se stare bene non sia già abbastanza importante.

Voglio
che mi basti ascoltare quella voce
gentile e garbata che dice
“Come sei fortunato”.

Voglio
non credere che stiamo perdendo
quelle cose semplici.

Voglio
non avere paura
di essere felice.

Voglio
volere
che volendo, volendo,
posso stare bene.

Perché le cose piccole e banali siano
la grande occasione di ascoltare,
di vivere,
di tornare a quel fiume.