La città-ideale

Domenica sono tornato a Urbino, per suonare. E’ per me la città ideale. La città degli ideali. Tutti -penso- abbiamo un posto così. Appartiene a un momento importante della mia vita, dove hanno deciso loro, gli ideali, per fiorire, dove ho scelto per scegliere e non per escludere e non fare. Per fare, scegliendo il bene per me, rifiutando raccomandazioni a qualche stage o dottorato, scegliendo la musica, scartando l’accademia della vita dell’uomo qualunque. Chissà cosa sarebbe oggi, se non fosse stato così. Fortunatamente le idee e gli ideali sono in fondo vicini di casa, e allora preferisco, e immagino, che gli ideali siano come persone che abitano la città, gli ideali ideali, che vanno gironzolado, cittadini sempre opportuni, nei momenti più sinceri e preziosi sempre a disposizione, che li incontri per strada, casualmente, mentre vai a fare la spesa, o passeggi, e ti salutano, dandoti qualcosa anche senza volerlo, parole mai a caso, consigli da cogliere, motivazioni da custodire, costruzioni, come in un sogno in cui ogni dettaglio ti narra qualcosa che sta succedendo, o che è successa, o che succederà , ideali premonitori, post monitori, ideali reali, idee dee, divine ragioni alle quali pregare e omaggiare tutta la gratitudine, l’intenzione, la volontà, magazzini di bellezza da tenere sempre pieni, dove attingere colore e luce anche nei momenti più bui, scatole di ricordi vivi, di pensieri di adesso, di progetti futuri, di note da suonare per decidere ogni istante -ideale- dove trovarsi.