Il Pensierino

Eccolo il 23 dicembre, il terribile giorno in cui si esce comprare il “pensierino”. Siamo stati tutto l’anno dentro casa a drogarci di serie tv e oggi usciamo a riempire i centri commerciali per prendere un pensierino per quelli che, ahimé, non rientrano nel budget del pensiero un po’ più grande. Nel bene l’abbiamo fatto tutto l’anno, il pensierino, mentre scorriamo la home dei social, facendo gli auguri su facebook e mettendo qualche cuoricino su instagram. Per i più arditi, abbiamo telefonato a qualche amico lontano, sempre se non gli abbiamo appioppato cinque minuti di nota vocale su whatsapp, alla quale poi si sentirà obbligato di rispondere in qualche modo. Perché il pensierino è così, in fondo è anche un ricatto: la maggior parte li facciamo non per dare, ma per non sentirci male nel momento in cui ci regalano qualcosa e noi non abbiamo niente in mano per ricambiare. E’ un gesto di cortesia preventiva. Se ci abituassimo a dire semplicemente “Grazie” magari il mondo sarebbe un posto migliore, pieno di pensierini autentici e di cortesie spontanee, magari un 3 marzo, 14 novembre, o un 28 luglio qualsiasi. Così, ecco che per la vigilia il 24 pomeriggio abbiamo sotto l’albero un arsenale di pacchetti con cose comprate durante il black friday o il cyber monday, se siamo stati intelligenti rateizzando il tutto fino a Pasqua, giusto per non essere tirchi e fare un bel pensierino a chi durante l’anno se l’è meritato, ergendoci a giudici del buon familiare o buon amico, una sorta di befana moderna, che se non sei stato bravo con me ti faccio un pensierino un po’ più semplice, se invece sei stato un bravo bambino magari meriti un regalo vero.
Che però ci può anche stare.
Perché la vita è fatta anche di relazioni che vanno bene o male, che peggiorano o migliorano, che cambiano, relazioni da coltivare magari proprio in questi giorni di festa, di famiglia, di amici, di calore, di abbuffate, di casa, di brindisi e regali scartati, per ringraziarsi sorridendo e riabbracciarci con persone lontane, con soltanto il gesto di un semplice pensierino, a volte ponte tra persone troppo spesso sole, e allora viva il pensierino, magari meglio se autentico, per augurarci un futuro all’altezza dei nostri sogni: un vero e proprio Presente.

Buon Natale!

Il pranzo di Pasqua

Non facciamo in tempo a digerire il pranzo di Pasqua che è già estate. In un attimo tutti ci segniamo in palestra e siamo già al mare. Arriva giugno che vola via insieme a luglio, con la mente già in ferie, e non ce ne accorgiamo neanche che l’estate è bella che finita, è durato tutto un po’ di sabbia e qualche spritz, si alza il vento, le scuole ricominciano tra poco, così un altro anno, ed ecco che a fine agosto già sentiamo il profumo del pandoro nell’aria che si mescola con quello delle castagne, che mentre le mangi cambiando l’ora solare, annunciano buie giornate, e tra i fedeli che accorrono ai centri commerciali si comincia a spargere il virus del Natale, cominciamo a incartare, a novembre gli alberi sono già addobbati e colorati e ai loro piedi ci sono già i regali pronti, così la testa può finalmente concentrarsi su cosa fare a capodanno, che quando arriva nessuno se lo fila più, perché mentre ci voltiamo a tirare le somme dell’anno appena trascorso, quello dopo ci prende per il colletto e ci butta nel suo trenino, a brindare nel bene e nel male, e mentre ci togliamo i coriandoli ecco che le giornate si allungano, l’inverno finirà presto, con i primi fiori ce ne andremo da qualche parte, su un bel prato, magari a pranzo, al pranzo di Pasqua.

Storie Incredibili

Se è vero -dato che nessuno lo sa- che il 25 dicembre siano nati -sparo nomi e luoghi più o meno a caso- Gesù a Betlemme, Horus nell’antico Egitto, Virishna in Medio Oriente, Attis in Asia minore, Krishna in India, Mithra in Persia, Zarathuštra nell’Asia centrale, e anche Tammuz in Mesopotamia, Quetzalcoat, Huitzilopochtli e Bacab in Messico, Alcide, Apollo, Ercole, Zeus e Dioniso in Grecia, Marduk e Adad in Assiria, Zulis, Osiride e Iside anch’essi in Egitto, Adone in Siria, Odino, Balder e Frey in Scandinavia, Bali in Afghanistan, Baar in Fenicia, Jao in Nepal, Xamolxis in Tracia, Zoar tra i Bonzi (bel nome per una band elettronica), Beddru in Giappone, Issione e Quirino a Roma, Prometeo nel Caucaso, Indra in Tibet, Deva Tat in Siam, Thor in Gallia, Ischy nel’Isola di Formosa, e Fohi e Tien in Cina, accomunati tutti da storie incredibili tramandate per millenni, con vicende molto simili tra loro come l’Immacolata Concezione, la stella premonitrice dall’est, i discepoli, i miracoli, la morte su qualcosa fatta di legno, la resurrezione dopo tre giorni, la curiosità aumenta e continuo a guardare l’anagrafe, scorro velocemente passando per Berenice II dall’antica Grecia, una Cleopatra figlia di due genitori ben più famosi, Margherita d’Austria, Papa Pio VI dalla Romagna, fino ad arrivare finalmente ai giorni nostri, con Humphrey Bogart da New York, Annie Lennox da Aberdeen, ed ecco che in Italia nascono Gué Pequeño in Lombardia, Cristél Carrisi in Puglia figlia di Albano e Romina, e Marco Mengoni nel Lazio, e allora guardo il cielo sperando di trovare una stella premonitrice che faccia di nuovo nascere qualcuno che salvi il mondo e che faccia risalire la traiettoria del sole nel cielo, che i santi e profeti possano tornare a trovarci, che ci siano di nuovo storie incredibili da raccontare. Buone Feste!