La città visibile

AaahhH, quella fresca e buona vibra alla fine di un lungo viaggio. Quel fuso orario che rimane appiccicato per qualche giorno. Quello zaino pieno di panni da lavare. La macchinetta piena di foto, l’agenda piena di appunti. Le mani secche dal freddo, i piedi consumati. Aneddoti particolari. Qualche regalo sincero.
New York ti colpisce per due motivi. Il primo, è che hai già visto molte volte quei posti, in tv e al cinema. Quando cammini per strada ti sembra un sogno, ma è perché l’hai già vissuto con gli occhi dello spettatore. La seconda è che ti senti, invece, attore quando capisci che non hai mai visto un posto così, un luogo fuori dal comune, stra-ordinario perché contiene tutto. Una sintesi dell’umanità, nel bene e nel male. A New York trovi tutto quello che di buono e cattivo può offrire l’essere umano: grattacieli come braccia tese verso il cielo alla ricerca di qualcosa di divino, la metro dove come topolini ci muoviamo in fila, dove voci e strumenti angelici deliziano l’udito, parchi dove meditare o venire uccisi, strade dove hanno camminato i personaggi più leggendari, sale dove hanno suonato i musicisti più straordinari, i volti più belli e i corpi più sfatti, musei dove è custodito dal più piccolo orecchino egizio al più celebre Van Gogh, le cucine più deliziose e il campionato mondiale di hot dog, la ricchezza più sfrontata e il barbone dimenticato, il memorial per l’11 settembre che vuole sembrare Pompei, ma nessuna traccia delle molteplici guerre in corso, cani molto educati e razzismo dilagante, bandiere ovunque ma proteste monumentali, gente socievole e gentile nel dare indicazioni a un turista e immigrati che a 50 anni suonati continuano ad andare a scuola -pagando bene- per poter lavorare, e se gli va alla grande si sposa -per finta- per avere una vita normale -non che in fondo qua sia diverso- però almeno col permesso di restare, legalmente. Mi sono trovato spesso con italiani a fare cose italiane, quasi fossimo rimasti a cent’anni fa. Certo, se oggi ti licenziano, domani probabilmente trovi da un’altra parte. Le opportunità, così come gli alti e bassi, sono tremende e forti, la vita ti vuole vivo e ti mangia vivo, e mentre conti i dollari di mancia da lasciare ti chiedi anche perché quella Città sia così simile a te, e a tutti. Come lo specchio di ognuno, come uno scatolone pieno di persone uniche, magiche, così simili, così visibilmente immerse dentro una sintesi totale, un parco avventura dell’uomo, dove regnano la poesia, la follia, l’élite.