Tan poco

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Tan poco

L’ennesima traduzione, non posso farne a meno.
Stavolta live (buona la prima) di “Un tempo piccolo”. Qui sotto il testo.

UN TEMPO PICCOLO – TAN POCO

Me hice grande y en muy poco tiempo
bajé de la cama libre como el viento
y maquillándome como un payaso
tomando vodka hasta llenar el vaso
llegué a la calle y me mezclé en el tránsito

Rodé en subida como si fuera mágico
tocando el suelo en equilibrio crítico
me hice árbol para oscilar
cambié mirada para otro lugar
me equivoqué para poder errar

Pinté mi alma sobre tela anónima
y mezclé la vodka con agua tónica
almorcé tarde a la hora de la cena
le hablé al libro como a una persona
miré las telas en una forma irónica

Y me jugué la vida probando el riesgo
de renacer de nuevo bajo otro cielo
y me olvidé de golpe de un pasado loco
y tardé tan poco.

Engañé el dolor con un vino tinto
tirando al corazón en cada lugar distinto
durmiéndome con un viejo disco
conté la vida que nunca han visto
juntando el mundo en un plato mixto

Pinté mi alma sobre tela anónima
y mezclé la vodka con agua tónica
almorcé tarde a la hora de la cena
le hablé al libro como a una persona
miré las telas en una forma irónica

Y me jugé la vida probando el riesgo
de renacer más tarde bajo otro cielo
y me olvidé de golpe de un pasado loco
y tardé tan poco…

(traduzione: Julián Corradini)


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No Volveré

Quando lontano ti troverai da qui,
quando mi vorrai nel tuo cammino
non troverai un ricordo di me
e non avremo un amore vicino.

Te lo giuro che non tornerò
anche se mi distruggo la vita,
se in passato con follia ti amai,
da quest’anima ormai sei partita.

Non tornerò
te lo giuro per Dio che mi guarda
te lo dico piangendo di rabbia:
non tornerò!

Non mi fermerò
fino a che il pianto mio abbia formato
un ruscello di oblio distratto
dove il ricordo tuo annegherò.

Fummo nubi che il vento spostò,
fummo pietre che han sempre sbattuto,
gocce d’acqua che il sole asciugò
e le sbornie di chi ha già bevuto.

Nel treno dell’assenza me ne vado,
il mio biglietto è soltanto di andata,
quello che hai già di me te lo do
ma mi tengo i baci che hai dato.

(Manuel Esperón y Ernesto Cortázar)
traduzione: Julián Corradini


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Quanno chiove – Cuando llueve

Y te escucho por las escaleras
bajando corres sin mirar
y te miro todos los días
riéndote ir a trabajar
y luego no ríes más
Y la vida se te va
muy lejos así
y te guardas pa’ no morir
Y esperas que llueva
el agua te moja y va
porque el aire ya cambiará
Y al fin, cuando llueve,
el agua te moja y va
porque el aire ya cambiará.

Oscurece y habla la luna
te haces linda para escuchar
para ti, cada cosa puede hablar
pero te quedan las palabras
y la emoción de si te voy a encontrar
mientras alguien pasa por ahí
echa un ojo y se va
Y esperas que llueva
el agua te moja y va
porque el aire ya cambiará
Y al fin, cuando llueve,
el agua te moja y va
porque el aire ya cambiará.

Pino Daniele
(trad. Julico)


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EL AMOR

di Eduardo Galeano.

Nella giungla amazzonica, la prima donna e il primo uomo si guardarono con curiosità. Era strano ciò che avevano tra le gambe.
– Ti hanno tagliata? – chiese l’uomo.
– No – disse lei -. Sono sempre stata così.
Lui la guardò da vicino. Si grattò la testa. Lì c’era una ferita aperta.
Disse:
– Non mangiare la yucca, né il platano, né nessun frutto che si apra quand’è maturo. Io ti curerò. Stenditi nel letto e riposa.
Lei obbedì. Con pazienza bevve gli intrugli di erbe e si lasciò applicare le pomate e gli unguenti. Doveva stringere i denti per non ridere, quando lui le diceva:
– Non ti preoccupare.
Il gioco le piaceva, anche se cominciava già a stancarsi di vivere a digiuno e stesa sull’amaca. Il ricordo della frutta gli faceva venire l’acquolina in bocca.
Un pomeriggio, l’uomo arrivò correndo attraverso la foresta.
Faceva salti euforici e gridava:
– Ho trovato! Ho trovato!
Aveva appena visto il scimmio che curava la scimmia tra i rami di un albero.
– E’ così – disse l’uomo, approssimandosi alla donna.
Quando finì il lungo abbraccio, un aroma spesso, di fiori e frutti, invase l’aria. Dai corpi, che giacevano vicini, si sprigionavano vapori e fulgori mai visti, ed era così tanta la loro bellezza che morivano di vergogna il sole e gli dèi.

(traduzione Julico)


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juli capoverde

Andate a comandare?

“Se Dio fosse Nero tutto cambierebbe,
sarebbe la nostra razza a comandare.

Nero il presidente e il governatore,
nero l’avvocato e nero il dottore.

Se Dio fosse nero tutto cambierebbe,
sarebbe la nostra razza a comandare.

Nera l’amaryllis e nero il gessetto,
nera Biancaneve e nera Monnalisa.

Se Dio fosse nero tutto cambierebbe,
sarebbe la nostra razza a comandare.

Nero sarebbe il giorno, nero sarebbe il sole,
nero il mattino, nero il cotone.

Se Dio fosse nero tutto cambierebbe,
sarebbe la nostra razza a comandare.

Nero sarebbe il Papa e nero il Ministro,
gli Angeli neri, nero Gesù Cristo.

Se Dio fosse nero tutto cambierebbe,
sarebbe la nostra razza a comandare.”

Roberto Angleró Pepín
(traduzione Julico)