Davanti

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Davanti

Facendo un rapido calcolo delle distanze percorse in circa un mese e mezzo:
Fermo – Roma 251 km – bus
Roma – Fiumicino Aeroporto 31 km – treno
Fiumicino Aeroporto – Madrid Barajas 1363 km – aereo
Madrid Barajas – Buenos Aires Ezeiza 10059 km – aereo
Buenos Aires Ezeiza – letto a Buenos Aires 46 km – auto
Buenos Aires – San Nicolas 238 km – bus
San Nicolas – Mar del Plata 647 km – bus
Mar del Plata – Buenos Aires 414 km – bus
Buenos Aires – Mar del Plata 414 km – auto
Mar del Plata – San Martin de los Andes 1423 km – auto
San Martin de los Andes – Bariloche 190 km – auto
Bariloche – El Bolson 122 km – auto
El Bolson – Lago Puelo 16 km – auto
Lago Puelo – Mar del Plata 1564 km – auto
Mar del Plata – Buenos Aires 414 km – auto
Buenos Aires – San Nicolas 238 km – bus
San Nicolas – Buenos Aires 238 km – auto
Buenos Aires – Puerto Iguazu 1067 km – aereo
Puerto Iguazu – letto a Buenos Aires 1067 km – aereo
Buenos Aires letto – Buenos Aires Ezeiza 46 km – auto
Buenos Aires Ezeiza – Madrid Barajas 10059 km – aereo
Madrid Barajas – Roma Fiumicino 1363 km – aereo
Fiumicino – Fermo 282 km – bus

…arriviamo a 31552 chilometri. Se sommiamo anche quelli fatti a piedi, in bici, in treno, a cavallo, in autobus, in metro, in altre macchine, su strada, su terra, dentro l’acqua, nelle barche o scafi, camminando o correndo, con i piedi e con la mente, nel cielo tra le stelle del sud del mondo, con le mani e sulle corde, di metallo, di nylon e vocali, il numero cresce abbastanza, e la strada percorsa è tanta. Ma so che ancora ne manca molta, davanti: sono già pronto per ripartire…


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Paraná

Il bello di un viaggio è che il più delle volte non ci capisci niente. Oppure, pensi di capire tutto ma in fondo non ci capisci niente. Poi forse un giorno scopri che non averci capito niente ha portato a capire qualcosa.
Visto che comunque non tento la fortuna, non c’ho mai capito niente.
Allora osservo, e di sicuro c’è soltanto la bellezza, nel momento in cui la ammiro. Così come la geografia del posto. Oggi, per esempio, c’entrano i fiumi. Dopo due giorni a Roma, e quindi sul Tevere, a organizzare le nuove cose di Julico e a fare foto e video (presto vedrete), un lungo viaggio intercontinentale e uno sbalzo di 40 gradi, dalla neve al caldo umido dell’estate argentina. Due giorni a Buenos Aires, sul Rio de la Plata, e ieri a San Nicolás, sul Paraná. Qui sono nati i miei nonni, i miei genitori, mio fratello, e molti parenti strettissimi. Le prime foto che ho di loro sono tutte qui, e molte su questo fiume, magari alla mia età, sorridenti, avvolti in un tempo che non c’è più.
Oggi ho passato un giorno immerso in questa stessa acqua, sotto questo stesso sole, che poi ha lasciato il posto alla pioggia, che poi ha lasciato di nuovo posto a un pomeriggio in un’isola deserta, incredibilmente senza zanzare, nel mezzo di un fiume che è quasi un mare d’acqua dolce. Ho ricaricato le pile per le belle cose che mi aspettano.
Davanti a un fiume pensi, ricordi, e, sognante, costruisci.
Sul Paraná, grande e possente, che arriva dal caldo Brasile, carico di terra e camalotes, confio di corrente e di memoria, l’unica cosa che puoi fare è lasciarti portare dai pensieri, guardare da lontano i posti da dove vieni, passarci davanti, galleggiando con i piedi bagnati, la buona compagnia e una piccola barca.
E allora osservo, e qualcosa capisco: quel tempo di chi c’era e non c’è più invece ora per un attimo sei tu, e domani chissà chi altro sarà, a ripensare a questo continuo fluire, a questo inevitabile viaggio verso il mare.