Facebook:

Image Alt

Biografia

Julián Corradini “Julico”, viene da una famiglia di musicisti. E’ autore, compositore, chitarrista e traduttore; scrive e suona in Europa e in Sudamerica. Già fondatore dei Turkish Café e de La Terapia Latina, ha aperto -tra gli altri- i concerti di Fabi, Capossela, Vecchioni, Bandabardò, Marlene Kuntz, Pilsen, Los Violadores, Rachele Bastreghi, Ex-Otago, Marta sui Tubi, Piero Pelù.

Nato a Mar del Plata (Argentina), ha accompagnato la sua famiglia nell’emigrazione verso l’Italia, arrivando nelle Marche, dove è cresciuto. Questo si vede riflesso nelle sue composizioni, nelle quali descrive la profonda dualità che si crea in quelli che hanno dovuto abbandonare la propria terra natia in cerca di migliori orizzonti.

Ha pubblicato quattro album, due dei quali come Julico e due con i Turkish Café, ricevendo premi in molti concorsi (tra gli altri Castrocaro, Poggio Bustone, MitoFringe, Premio InediTo) e arrivando finalisti ad Area Sanremo nel 2015, 2016 e a Sanremo Giovani 2017 e 2018; è con i Turkish Café tra i vincitori del festival Musicultura 2015, ricevendo anche il premio S.I.A.E. dedicato alla miglior musica.

Nel suo ultimo lavoro, intitolato “SOS”, arrivato dopo un intervento di neurochirurgia che gli ha salvato la vita, con il gioco di parole in spagnolo tra SOS come “emergenza” e SOS come “tu sei”, Julico trova il suo modo di far capire che in un mondo frettoloso e superficiale, l’emergenza diventa prenderci il tempo di fermarci, ascoltarci con attenzione e sorridere sapendo chi siamo.

I suoi live sono un mix di grinta e colori, una miscela tra ritmi sudamericani e canzone europea, creando un’atmosfera festosa e coinvolgente, dove presenta le sue canzoni insieme ad alcuni omaggi alla canzone sudamericana e al Tango.


“Le mie canzoni vengono dal mondo di chi vive nell’andare e nel “volver” tra i continenti, dal marciapiede dove giocavo al “fútbol” alle dolci campagne marchigiane, dai bisnonni partiti con le navi ai nipoti tornati con l’aereo. Un biglietto di andata e ritorno al contrario: quando il partire è sempre un tornare, e il tornare è sempre un partire”.